Figlio del monte Paflagone contrafforte del monte Cervialto, nel cuore del Parco Regionale dei Monti Picentini in Irpinia, il Sele all'inizio del suo corso alimenta l'Acquedotto Pugliese a Caposele.
Dal 1909, quando la mastodontica e avveniristica opera di ingegneria idraulica fu completata, gran parte dell'acqua che scaturisce dalla sorgente del Paflagone è destinata al consumo della Puglia, dove il fiume campano disseta quattro milioni di persone, raggiungendo, attraverso l'acquedotto, il Mar Adriatico a Santa Maria di Leuca.
Una parte minima dell'acqua proveniente dalla sorgente irpina prosegue il suo corso naturale verso sud per 64 chilometri, motivo per il quale è il terzo tra i fiumi della Campania per lunghezza. A rinforzare la portata del Sele fino alla foce contribuiscono i suoi numerosi affluenti di destra e di sinistra. A Campagna, riceve le acque del Tenza, mentre a Contursi Terme quelle del suo principale affluente, il Tanagro. Attraversa anche l’oasi di Persano, dove si è formato un lago artificiale dopo la costruzione di una diga nel 1932, e raggiunge Eboli, da dove si immette nella valle a cui dà il nome e dove accoglie l’acqua di altri affluenti.
Presso Paestum, ricevuta anche l’acqua del Calore Lucano, incrocia l’area archeologica con i resti dell’Heraion, l’antico santuario dedicato a Era costruito proprio in prossimità dell'antico sbocco al mare, e poi, con una foce a estuario, va a incontrare il Mar Tirreno.
Copyright video, foto e testi © 2020



___